Ermanno Filippi Chiella nasce a Frisanco (PN) il 23 Agosto 1941.
Frequenta le scuole dell’obbligo e sin da giovane, nel tirocinio in falegnameria, apprende la passione per il lavoro del legno. La sua vita prosegue fra lavoro e famiglia, tuttavia ha un impulso grande che lo tormenta e che, a tutti i costi, vuole emergere e manifestarsi. Così dopo molto tempo, molte fatiche, arriva a costruire il suo primo “veliero” al quale faranno seguito altri, sempre più grandi e complessi.
Solcare i mari a vele spiegate verso l’ignoto è sempre stato sinonimo di libertà e di promessa per nuove scoperte. I Vichinghi, che attraversavano gli oceani in tempesta alla ricerca di nuove terre da conquistare, Cristoforo Colombo che ne fu l’esempio più manifesto, ed anche i bucanieri, uomini all’arrembaggio, incubo dei navigatori. Perciò con il fascino dell’avventura, l’artista Ermanno, si appresta ad eseguire ogni suo capolavoro. Mentre crea un’opera, egli si sente trasportare lontano, “Commodoro” del veliero che sta plasmando in quel momento, libero di navigare con la fantasia, pur seguendo una rotta ben precisa, per realizzare il suo manufatto come meglio gli aggrada. Domina il legno che ha in mano; maestro di un’arte difficile da professare ma allo stesso tempo attraente e stuzzicante allorquando, la dovizia e la minuzia di particolari richiede un’attenta bravura. I frutti della sua manualità prendono forma, ornati da alberi maestri, pennoni, corde, vele e molto altro. Li coccola, li accarezza e soffia su di essi il suo turbine vitale di passione. Da ad ognuno il suo apposito nome: Sovrana dei mariEssexVictoryBounty, poiché per lui sono le sue creature, generate dalla sua mente.
Ermanno però vuole sfruttare al meglio il suo estro e le sue capacità. Inizia quindi a scolpire ritratti per lo più religiosi su varie qualità di legno. Esprime la sua emotività ed il suo impeto creativo su un avanzo di tronco, o tavola, trovati qua e là. Sa che, con la sua tecnica in ogni momento rinnovata, il pezzo prenderà anima, non sarà più un insignificante ritaglio di mogano, iroko, pino e così via, ma si trasformerà lentamente, con fatica, pazienza e la creatività che gli è innata, in un’imbarcazione a remi, oppure a vela, o magari un’effige di Cristo in Croce, una Madonna con Bambino ed anche, perché no, un tavolo con scacchiera.
L’iniziale banale inanimato legno, diverrà per mano sua un’opera d’arte vibrante di calde e magiche sensazioni sapientemente trasmesse ed apprezzate dal pubblico. Tuttavia Ermanno con tele e pennelli, si rivela anche un pittore che usa l’acrilico sia su tessuto, sia su quei legni che lui ama tanto. Tratteggia fiori, che paiono emanare un intenso profumo e delinea animali che sembrano comunicare. Odiernamente continua nella costante attività di artista, navigando nel placido mare della pittura, scultura e nel realizzo dei complicati velieri.