Fabiola Micoli nasce a Udine il 24.04.1961, vive e opera a Spilimbergo (PN) in via Clauzetto n° 7.
Ha frequentato l’Istituto statale d’arte Sello di Udine. Da sempre appassionata d’arte ed in particolare dell’abbinamento cromatico che è forse uno dei motivi che la spinge a creare, sfidandosi con l’accostamento di colori impossibili tra di loro. La sua è una continua ricerca per la voglia di creare opere in cui raffigurare i mondi nati dalla sua fantasia: graffiando la tela con la spatola e creando così un genere da lei denominato “arte graffiante”. La maggior parte delle sue opere sono riconoscibili per la graffiatura e la costante presenza di “cerchi” simbolo di una ricerca infinita.
Da questa ricerca infinita piano piano e’ arrivata al suo obbiettivo; se prima graffiando sulla tela e quindi togliendo materia e colore scavando con la spatola, alla ricerca di forme e segni che gratificassero i suoi occhi dandole infinite emozioni , poi procedendo nel modo inverso, quindi anziché togliere materia, ne aggiunge creando così, opere molto materiche quasi tridimensionali e come ama dire lei “opere vive”. Altro suo obbiettivo artisticamente parlando, era di creare opere al contrario di prima che erano esplosioni di colore, unicamente in bianco e nero , con del marron aggiunto per creare un che di vissuto, di vecchio quasi arrugginito. Oltre a lavorare sulla tela ama lavorare su tutto ciò che può rendere materico come frutta finta, bottiglie e damigiane e altro. Notevoli le inserzioni su varie riviste e libri del settore , mostre personali e collettive in Italia e all’ estero.

Le parole dell’artista
Sono continuamente alla ricerca di qualcosa che neppure io conosco e di conseguenza cambio moltissimo anche nel modo di eseguire un opera, a seconda del momento, oserei dire che nella pittura sono molto irrequieta. Ora sto lavorando oltre che con il colore ad olio anche con l’acrilico e inserisco altri elementi come giornale, cartone, stucco, stecchi di legno; creando cosi sulle tele degli spessori e dei grumi di materia che rendono l’opera viva. Uso tanti materiali assieme che talvolta fanno a pugni tra loro ma è appunto da questa lotta che riesco a ricavare colori, venature e situazioni incredibili hai miei occhi.